|
Editoriale a cura del Direttore
Mentre
sto scrivendo queste righe è in
atto la tragedia dei Balcani: c’è solo da sperare
vivamente che, quando leggerete questo numero del "Gesto
d’Amore", sia già iniziata la fase della
pacificazione e della ricostruzione.
Anche ADRA Italia, unitamente ad altre agenzie umanitarie,
ha inviato containers con generi di soccorso per l’emergenza:
coperte, tende, impermeabili, alimenti, kit sanitari,
medicinali, ecc.
Però, oltre all’invio di tali aiuti, vogliamo
già da ora pensare a dei progetti da realizzare
nella fase post bellica. Soprattutto vogliamo focalizzare
il nostro intervento sul recupero delle persone traumatizzate
psicologicamente dalla guerra, dalla "deportazione",
dalla perdita dei propri cari, dalla distruzione della
propria casa, ecc.
Vediamo
il nostro intervento mirato soprattutto alle donne
e ai bambini. Bisogna progredire da un atteggiamento
di assistenza ad uno di riconoscimento delle donne
come soggetti "attivi" del processo di sviluppo.
Quindi emerge l’importanza dell’educazione delle donne
per la "continuità" del loro lavoro,
in cui il lavoro produttivo e quello riproduttivo non
sono distinti e separati.
Pensiamo a dei centri in Serbia e in Kossovo dove
terapisti, psicologi e altro personale qualificato
possano aiutare queste persone a superare i traumi
subiti.
Non
dubitiamo che anche e, soprattutto questa volta,
ci aiuterete a seminare speranza e vi ringraziamo
fin
da ora per quanto vorrete "investire" nel
nostro e "vostro" progetto.
Questo
opuscolo non contiene intenzionalmente le immagini
delle atrocità perpetrate nei Balcani: ne abbiamo
viste troppe. Desideriamo invece operare con pazienza,
accompagnata da altrettanta tenacia, per un obiettivo
di recuperata serenità delle persone. Un grande
grazie anticipato.
 |
Vogliamo
ancora ringraziarvi perché con
i vostri contributi dell’anno scorso abbiamo potuto
realizzare due progetti in Italia: a
Sciacca una "Colonia marina" rivolto
ai bambini disagiati per stimolarne la creatività e
favorirne l’integrazione sociale;
a Jesi un progetto "Aiutiamoli ad inserirsi",
mirato all’integrazione di ragazzi portatori
di handicaps.
|
All’estero,
in Mozambico, è stato possibile
realizzare una scuola per bambini e adulti, una
falegnameria e un dispensario/centro medico.
|
|
|
|
| Progetti Estero
Progetti Italia
La persona...
Immagini
Imparare
da...
|
|
|