D:
Quali motivazioni vi hanno spinto a dare priorità ai
progetti educativi in Niger?
R: Solo il 30% dei nigeriani
ha ricevuto un’educazione scolastica, di cui
il 68% sono
maschi e solo
il 38% sono femmine: questi dati sono già una
risposta in un paese in cui la cultura tende
a rendere l’uomo fatalista.
D: I progetti di alfabetizzazione femminili
hanno avuto dei risvolti positivi?
R: Le ragazze nubili sono molto
motivate a seguire i corsi di alfabetizzazione
che
durano
da 6 mesi a due anni (lettura, scrittura, igiene,
attività pratiche, etc.). Le donne sposate,
invece, sono impedite da vari ostacoli: sovraccarico
di lavori domestici, nascite multiple e ravvicinate,
rifiuto da parte dei loro mariti, etc. Presso
il nostro centro ADRA è prevista anche
una formazione professionale di cucito che
offre la possibilità di svolgere un’attività redditizia.
D: Come "uomo" come
pensi che debbano essere gestiti i progetti
per le
donne?
R: Devono essere mirati ai bisogni "reali" della
donna. Tra i vari interventi ritengo che l’educazione,
nei suoi vari aspetti, sia la più efficace
per una vera emancipazione della donna, rendendola
più sicura di se stessa, indipendente
nel pensiero, partecipe nelle decisioni che
la riguardano, efficiente nella sfera familiare
e socioeconomica. Solo quando ciò avrà luogo,
si potranno attenuare le discriminazioni di
cui le donne sono, troppo spesso, vittime.
D: Quali progetti futuri ADRA Niger vuole
promuovere per favorire lo sviluppo?
R: Nella scala dei paesi in via
di sviluppo composta da 174 nazioni, il Niger
occupa
il 172mo posto per i bisogni enormi che ha
in
tutti i settori: salute, acqua, agricoltura,
educazione, etc. ADRA Niger nell’attesa di
personale qualificato, continuerà con
gli attuali progetti, aumentandone la portata.
D: La chiesa avventista e i progetti da essa
promossi, tramite ADRA, come sono considerati?
R: Le autorità locali (prefettura militare,
sindaco e Ministero) apprezzano gli interventi
di ADRA: educazione di base, assistenza medica,
formazione, etc. Anche se è una piccola
cosa rispetto ai bisogni del paese (grande
quattro volte l’Italia), l’immagine della nostra
piccola Missione, grazie ad ADRA, trae un beneficio
notevole. La gente sa che dietro ADRA c’è una
piccola comunità di cristiani che non
si limita a predicare, ma che cerca di realizzare
qualcosa di concreto.