
PRESENTATO IL RAPPORTO SULLO SVILUPPO UMANO 2003,
I DATI PREOCCUPANO LE ONG ITALIANE
COMUNICATO STAMPA
Roma,
8 giugno 2003 – Il mondo sta attraversando una acuta crisi
dello sviluppo e molte nazioni povere soffrono
gravi e continui peggioramenti nelle loro condizioni socio-economiche.
Mentre negli anni ’80 solo 4 Paesi rilevati dall’UNDP hanno
registrato simili riduzioni nell’arco di un decennio, negli
anni ’90 sono ben 21 i Paesi che hanno registrato una diminuzione
complessiva dell’indice di sviluppo umano. Inoltre, nell’ultimo
decennio in 54 Paesi si è verificato un calo del reddito
medio, nonostante la crescita economica verificatasi nel
mondo.
L’Associazione delle ONG Italiane esprime viva preoccupazione
per i dati contenuti nel Rapporto sullo Sviluppo Umano 2003
presentato questa mattina a Roma dal Programma delle Nazioni
Unite per lo Sviluppo (UNDP), che analizza la questione dello
sviluppo non solo dal punto di vista economico ma anche da
quello politico e culturale.
“Riteniamo particolarmente grave il peggioramento socio-economico
di ben 21 Paesi - ha dichiarato il Presidente dell’Associazione
ONG Italiane Sergio Marelli, intervenendo alla presentazione
del Rapporto – e la diminuzione della crescita economica
in 54 Paesi non fa che dimostrare a cosa porta la totale
incoerenza di politiche che riducono le risorse alla cooperazione
e favoriscono la liberalizzazione del commercio internazionale.”
A fronte
degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che prevedono
un impegno specifico a invertire la diffusione
della povertà e delle malattie entro il 2015, le sfide
rimangono impressionanti e i Paesi ricchi hanno delle chiare
responsabilità affinché assicurino aiuti maggiori,
scambi commerciali più equi e una considerevole riduzione
del debito.
“Fissare
obiettivi con scadenze precise è la sfida
enfatizzata dal Rapporto 2003 – continua Marelli. Tra i principali,
ricordiamo l’aumento dell’aiuto globale di almeno 50 milioni
di dollari, il raggiungimento dello 0,7% del PIL da destinare
all’aiuto allo sviluppo, l’eliminazione delle tariffe sui
prodotti esportati dai Paesi poveri, l’eliminazione dei sussidi
alle esportazioni agricole, una ulteriore riduzione del debito,
l’applicazione dei TRIPS per garantire l’accesso ai farmaci.”
“Il nostro
Paese – conclude il Presidente dell’Associazione ONG Italiane
– che ha promesso di raggiungere lo 0,33% del
PIL entro il 2006, rimane ancora il fanalino di coda dei
Paesi europei per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo
erogati a favore dei Paesi poveri. I dati contenuti nel Rapporto
dimostrano ampiamente come un maggior sostegno al commercio
estero non serva affatto a migliorare le condizioni di vita
nei Paesi in via di sviluppo. Ai fini dello sviluppo umano,
gli investimenti in progetti e iniziative che sostengano
i servizi essenziali e le piccole attività locali
sono prioritarie rispetto ad elevati capitali investiti a
favore di grandi industrie e multinazionali. Non possiamo
ignorare ulteriormente le promesse più volte ribadite
in ambiti internazionali e che siamo chiamati a rispettare
non come carità, ma in quanto responsabilità condivise
in un mondo sempre più interdipendente.”
Per informazioni :
Monica Bernassola, Responsabile Ufficio Stampa
c/o Volontari nel mondo - FOCSIV
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